sabato 28 marzo 2015

Fernando Colunga: la trilogia per innamorarsene

Fernando Colunga è l'attore messicano per eccellenza della rete ammiraglia. E' come Terence Hill per la nostra RAI UNO.
Un'icona, che non conosce tempo e che con il trascorrere degli anni migliora come il buon vino.
Vi confesso che quando vidi per la prima volta Fernado Colunga sul piccolo schermo non mi conquistò affatto.
Erano i tempi de "La usurpadora", telenovela del 1998, e Colunga aveva alle spalle diversi successi. Non era forse nemmeno colpa sua, ma quelle immagini fisse della telecamera che inquadravano le sue espressioni non mi convincevano proprio.

Fernando Colunga e Gabriela Spanic in "La Usurpadora"

Sembrava sempre tutto impettito e che dire del ciuffo ribelle? Manco a parlarne. Eppure qualcosa dentro di me mi diceva che c'era del talento che stava per esplodere e così dopo una breve sbirciatina a "Abrazame muy fuerte", di cui amavo la sigla, sono approdata ad "Amor Real" e ho riso e pianto con Manuel Fuente Guerra.
Personaggio bellissimo, recitato con misura e maestria.


Fernando passa dai toni bassi ai registri alti trascinando il telespettatore nel suo dramma. Fernando è Manuel Fuente Guerra, ne vive i contrasti, le contraddizioni, le paure e le gioie.
Per me è una scoperta, che diventa conferma, quando mi decido a seguire "Pasion". Storia originale e avvincente. Il personaggio de "L'Antillano" è il mio preferito, non per altro, perchè vivo su un'isola che per secoli è stata depredatata dai pirtati e mi piace immaginare che tra quella torma di energumeni violenti, ce ne fosse anche uno come Ricardo De Salamanca y Almonte, capace di sentimenti umani, così come di spietata intransigenza.

Fernando Colunga e Susana Gonzales

Personaggio avvincente, reso con assoluta bravura. Quando l'Antillano maliziosamente esprime una sua opinione, gli occhi di Colunga trasmettono come uno scintillio. E' come se le frasi de copione maturassero nella sua testa e si formulassero nella sua bocca. Se questa non è bravura!
La triade si completa con "Alborada" altra produzione di Carla Estrada dove il personaggio di Luis Manrique y Arellano è quello tipico dei romanzi amati dalle donne, con lui che si infila di notte nel letto della povera Hippolita, che dopo lunga attesa crede di consumare il matrimonio nel talamo nuziale.
Ammetto che ho un debole per Fernando in abiti d'epoca. Sembra nato per incarnare questi personaggi intelligenti, scaltri e pieni di valori, così lontani dal classico galan che seduce ed abbandona la povera cameriera, con la testa tra le nuovole.
Una sola preghiera, se qualcuno pensasse, non a torto, di portare Fernando sulle nostre reti, riservategli un doppiaggio degno del suo talento.
Tanta bravura ed espressività non merita di essere depredato del talento da un frettolosa e quanto mai irrispettosa traduzione.
Non lo merita lui, ma neanche il telespettatore.




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