giovedì 18 giugno 2015

Velvet ed il personaggio di Isabel

Ieri su RAI 1 è andata in onda l'ultima puntata della seconda serie di Velvet e la puntata si è aperta con il lutto per la morte di Isabel e l'organizzazione del matrimonio di Rita con il suo irritante Pietro, che si perde in un labirinto senza uscita!
Ma questo post nasce per fermare i pensieri e le sensazioni che mi ha lasciato Isabel.
Personaggio bellissimo quello di Isabel Navarro alias Elena Valle. Era arrivato in sordina alla fine della prima serie, per partecipare alle nozze del figlio, anche se solo in segreto e nella seconda serie, puntata dopo puntata ha rubato il cuore dei telespettatori, con la sua dolcezza, il suo ottimismo e la straordinaria forza d'animo!
Ha sempre una parola affettuosa per tutti. Non giudica, ma ascolta ed osserva in silenzio e quando serve interviene con discrezione.



Con l'aiuto di Emilio, lo zio di Ana, si fa assumere alla galleria. Affiancherà Blanca nella direzione della sartoria. Dovranno dividersi le ragazze e seguire due produzioni diverse. Blanca si si sente a disagio per queste novità e non condivide i metodi molto più tolleranti della collega, ma le tensioni iniziali si scioglieranno come neve al sole, quando Blanca, nei momenti più difficili avrà Isabel al suo finaco.
Lei è così. E' una donna piena d'amore per la vita e con la sua gioia riesce a far dimenticare anche al telespettarore che le resta poco da vivere.
Ha un rapporto di complicità e di tenera amicizia con Emilio e solo con il tempo, scopriamo che in realtà tra loro c'era stata una storia d'amore, interrotta dall'intromissione del padre di Alberto. Isabel si era innamorata perdutamente di lui e tra i due uomini aveva scelto l'imprenditore della Velvet. Troppo tardi si è resa conto che la sua vita sarebbe stata molto diversa se avesse sposato il mite e serio Emilio. Il destino aveva deciso per loro e dall'unione tra il proprietario della Velvet e la giovane e bella cubana nacque Alberto. Un bambino che le era stato strappato dalle braccia ancora piccolo, con la promessa che avrebbe avuto tutto ciò di cui avrebbe avuto bisogno per diventare l'erede dell'impero Velvet.


Isabel ha seguito da lontano il figlio, paralizzata dalle minacce del marito che nel frattempo si era risposato con una spagnola, dalla quale aveva avuto una figlia.
Sono passati tanti anni, ma ora che non le resta molto da vivere, vuole rivedere suo figlio. Si accontenterebbe di guardarlo da lontano, ma la tentazione di parlare è forte e così, un giorno, dopo aver instaurato un rapporto cordiale con il direttore della Velvet che la tratta con simpatia, osa entrare nel suo studio con l'intento di raccontarle tutta la verità su suo padre e lei.
La reazione di Alberto è furiosa. Non le crede. E' un'impostora, che deve lasciare immediatamente la Velvet. La licenzia su due piedi e Isabel, la fragile e addolorata Isabel, con grande dignità si prepara ad uscire di scena.


Ana, la donna di cui è innamorato suo figlio, parla con Alberto e nonostante la reazione ostile del ragazzo, riesce a fare breccia nel cuore del giovane, che corre disperatamente dietro al taxi che conduce quella donna all'aereoporto.
Isabel non può credere alle sue orecchie. Impone al tassista di fermarsi e pazza di gioia cerca di scendere dall'auto.
Le gambe non la reggono e lei non sa più se è la malattia o l'emozione, ma quando si risveglia tutte le persone che più ama al mondo sono al suo capezzale.
Le settimane successive sono momenti di gioia, alternati alla sofferenza fisica.
Alberto la porta a vivere a casa sua e si ritaglia del tempo per starle accanto. Vuole conoscerla e lasciare che sua madre possa avvicinarsi a lui. Sono giorni felici. Suo figlio ha una vita piena e anche se non ha sposato la donna che ama, ha modo di rimediare e così, quando è chiaro che il momento degli addii è giunto, Isabel stringe a se suo figlio e gli dice che se ne va immensamente felice, perchè la sua felicità è stare accanto a lui e gli chiede di promettere di non rinunciare alla propria felicità, che è Ana. Non importa quanto sia difficile raggiungere la propria felicità. Bisogna lottare con le unghie e con i denti, per raggiungerla e difenderla fino alla fine.


Bellissima Isabel con il tuo viso rugoso, la ricrescita mai coperta, la grazia nei movimenti, avrei preferito che tu vivessi e ti sposassi con Emilio, che per tutta la vita non ha fatto altro che amare una sola donna, ma gli sceneggiatori hanno deciso diversamente, per rubare la nostra commozione e regalarla all'auditel. Grazie Isabel, neanche noi ti dimenticheremo.


domenica 14 giugno 2015

La Gaviota è café con aroma de mujer

Questo post è dedicato ad un personaggio femminile che ho amato infinitamente e che mi è rimasto nel cuore.
Parlo della bellissima e bravissima Margarita De Francisco che in "Cafè con aroma de mujer" dava vita a Gaviota.
Il padre di questa splendida creatura è Fernando Gaitán Salom (nato Bogotá, il 9 novembre1960) sceneggiatore e produttore di telenovelas e di serie televisive colombiane.
Per intenderci, è lui il papà della brutta più simpatica ed intelligente che la televisione abbia prodotto, Yo soy Betty, la Fea, nota in Italia come Betty la cozza.


Di brutta Teresa Suárez, nota come Gaviota, per la sua voce da gabbiana, con cui allieta le giornata degli altri raccoglitori di caffé, non ha nulla.
Alta, slanciata, con lunghi capelli ricci castano chiaro, che le scendono sulle spalle morbidi e setosi è costantemente assediata da uomini che ci provano, ma lei li tiene tutti a distanza, fino ad arrivare alle mani.
Figlia illegittima, è cresciuta con la madre, una donna dolce e indifesa, che nella vita ha amato un solo uomo, suo padre, di cui non parla mai.
Madre e figlia sono molto legate. Vivono l'una per l'altra, così, Gaviota non le pone domande, quando la madre le assicura che ad ottobre di ogni anno devono recarsi all'azienda Casablanca dei Vallejo per partecipare alla raccolta. E' un posto fisso, che per la loro vita girovaga è una certezza.
Il signor Vallero li attende e nonostante questa insolita confidenza  con il padrone, Octavio Vallejo, Teresa non pone domande alla madre, che è sempre così restia ad aprire le porte sul suo passato.
Quell'anno il signor Vallejo muore e per il funerale i vari membri della famiglia fanno ritorno accanto alla matriarca, per l'ultimo saluto a Octavio.



Al funerale del suo datore di lavoro, Gaviota vede per la prima volta l'uomo della sua vita, Sebastián Vallejo. Croce e delizia della sua esistenza, Sebastiánè bellissimo, gentile e innamorato. Almeno così le sembra, quando per la prima volta nella sua vita Gaviota si concede al ricchissimo e schivo Vallejo.
Sebastiánle giura di non aver mai avuto rapporti sessuali con nessuna donna, prima di lei e sembra deciso a sposarla al rientro da Londra, dove studia con il cugino Iván Vallejo Sáenz.
Si lasciano con la promessa di rivedersi a ottobre, per la prossima raccolta e in quella occasione  Sebastián chiederà formalmente la sua mano e la presenterà alla sua famiglia.
Gli eventi, purtroppo, precipitano e Gaviota, rimasta incinta, decide avventatamente di partire per l'Europa, con un contratto da modella, per raggiungere l'uomo della sua vita. La madre è contraria, ma non si oppone, perchè non vuole che la storia si ripeta e che anche sua figlia si ritrovi a crescere un figlio da sola.


Gaviota parte, ma ad attenderla è un'organizzazione internazionale di prostituzione. Fortunatamente incontra un uomo, che pagando come cliente, si impietosisce della sua storia l'aiuta e per ritornare a casa, dopo aver perso il bambino, si consegna alle autorità locali che la rimpatriano.
Nonostante tutto, il suo pensiero resta Sebastián. E' oramai ottobre inoltrato e così, corre disperatamente per arrivare al suo appuntamento con Vallejo, ma quando giunge alla tenuta scopre che l'uomo che le aveva giurato amore eterno si è sposato quel giorno con un'altra donna. Furiosa, lo affronta e lui le confessa di essersi sposato per dispetto, dopo aver scoperto che la donna della sua vita, invece che aspettarlo, come avevano concordato, si era imbarcata alla volta dell'Europa per darsi alla prostituzione.

La notizia del matrimonio di Sebastián sembra chiudere definitivamente la loro storia d'amore e così Teresa, con il cuore a pezzi, lascia l'azienda e si mette alla ricerca della madre, impegnata nella raccolta del caffè in altre coltivazioni. Dalla morte del signor Octavio, infatti, le due donne hanno perso l'impiego sicuro che avevano un tempo. La moglie del signor Octavio non ha mai visto di buon occhio la strana amicizia che era nata tra il marito e quella raccoglitrice di nome Carmenza, con figlia al seguito.
La bellezza del personaggio di Gaviota è la sua capacità di non arrendersi, di lottare, sempre e comunque. Ritrovata la madre, la convince a lasciare la terra, per trasferirsi in città, dove avranno molte più possibilità di trovare lavoro. Carmenza non è convinta. Anzi è molto preoccupata, ma non lascerebbe mai andare la figlia da sola. Inoltre, tra le due, la più forte è la figlia, che decide sempre per entrambe.

Non le resta che seguirla. In città Gaviota fitta un appartamento e trova un piccolo lavoro, ma la sua aspirazione è entrare a far parte dell'impresa dei Vallejo, con il nome di Carolina Olivares.
In fondo nessuno della famiglia la conosce e con il nome acquisito in Europa, nessuno capirà che lei è la Gaviota, tanto meno Sebastián.
Approfitta delle opportunità che offre la città per seguire degli studi serali e acquisire quante più nozioni possibili.
Lo scoglio da superare è Iván Vallejo Sáenz, il cugino di Sebastián, che è diventato il presidente della società e ha la fama di un uomo dal pessiomo carattere, sensibile al fascino femminile.
Teresa, alias Carolina, lo perseguita, fino allo sfinimento per avere un colloquio di lavoro e alla fine ci riesce. Si licenzia dal vecchio lavoro e viene assunta come centralinista alla Cafè Export. La sua intraprendenza e soprattutto la sua discrezione sulle molte amanti del presidente, le consentono, in breve tempo di diventare una delle segretarie del capo. L'ascesa di Carolina è così fulminea, che tutti pensano all'ennesima avventura del presidente, ma quando Iván le farà delle avance, la reazione di Carolina sarà netta: per nulla al mondo, gli permetterà di mancarle di rispetto, dovesse pure costarle il posto e Iván, per la prima volta in vita sua, mette da parte il suo orgoglio e decide di tenersela come assitente. E' troppo brava per lasciarla andare!


In azienda il nome di Carolina è strettramente associato a quello del presidente e con il tempo la bravura e la bellezza della giovane assistenza le consentono di valicare i confini dell'azienda, scalando le gerarchie delle associazioni nazionali del caffè.
La nostra eroina affronta con coraggio e determinazione le sfide lavorative, ma tanto è sicura nell'ambito lavorativo, tanto è fragile e insicura in quella affettiva.
Non riesce a dimenticare il giovane Vallejo e quando lui innavvertitamente arriva alla Cafè Export per sostituire il cugino che deve allontanarsi per un periodo, Carolina, come la conoscono oramai tutti, è costretta a fronteggiarlo.
Sebastián le confessa di averla cercata per le varie piantagioni e di non averla mai dimenticata. Il suo matrimonio è una farsa, non è mai stato innamorato di sua moglie e con lei non ci sono mai stati rapporti sessuali. Teresa tentenna, non vuole cedergli, ma è difficile e nel frattempo scopre che nella famiglia Vallejo Gaviota è considerata come un pericolo per la stabilità della famiglia, perchè effettivamente Sebastián vive con l'ossessione per quella donna, che potrebbe portare alla fine del suo rapporto con la moglie.

Inutile dire che Carolina dovrà affrontare infinite difficoltà affettive, economiche e lavorative. Si scoprirà la sua vera identità e perderà il lavoro, ma grazie alla sua grande bravura e all'aiuto di persone che l'ammirano e il sincero interesse di Sebastián affinchpè lei non paghi ancora una volta per le sue mancanze e le sue debolezze, riuscirà ad anadare avanti.
Tutto procederà tra colpi di scene e folli scenatedi gelosia, fino al classico lieto fine, ma ciò che colpisce è la capacità di Gaviota di fronteggiare sempre a testa alta le situazioni che le capitano, contando sulle sue forze.
Ad un certo punto della storia, si scoprirà che il vecchio Octavio Vallejo ha citato nel testamento anche Carmenza, la mamma di Gaviota, lasciandole una parte dell'eredità. La notizia scuote gli animi e alimenta molti dubbi sulla natura del rapporto con la donna con il proprietario dell'impero columbiano del caffè. Si scoprirà così che Carmenza non ha mai avuto una storia con il patriarca, ma grazie al suo aiuto il vecchio era riuscito a risolvere una questione che rischiava di compromettere l'intera famiglia e per tutta la vita si era preso cura di lei e di sua figlia, per profondo e sincero senso di riconoscenza. Ed a quel punto che Gaviota affermerà con orgoglio di essere felice di non essere figlia del signor Octavio e non perchè questo avrebbe significato essere parente di Sebastián, ma per il rispetto che si doveva a lei in quanto professionista.


Si sarebbe facilmente detto che era il sangue dei Vallejo che aveva fatto di lei un ottimo dirigente nel settore. No, lei era diventata ciò che era solo ed esclusivamente per merito suo.
E così, quando riuscirà finalmente a coronare il suo sogno d'amore al fianco del suo  Sebastián, metterà al mondo una bella schiera di bambini, che vivranno nella tenuta del marito, ma lei continuerà a lavorare ai vertici del mondo del caffè, circondata da uomini potenti, che oltre ad ammirarne la bellezza, ne rispettano la competenza e la grande intelligenza.


E' una storia al femminile, dove la bellezza è messa al servizio dell'intelligenza. Gli stereotipi delle telenovelas sono abbattuti e si riconoscono le capacità ed il merito, oltre ogni dire.
Un personaggio memorabile quello di Teresa Suarez, conosciuta nel campo del caffè, dai raccoglitori ai vertici, come la Gaviota! Una donna di indicibile fascino che seppe migliorarsi e dal basso arrivare al commercio internazionale del caffè.





venerdì 29 maggio 2015

Velvet un'opinione personale

In queste settimana su RAI UNO stanno trasmettendo le nuove puntate della seconda serie di VELVET, una produzione spagnola di Ramón Campos e Gema R. Neira per la rete ANTENNA 3, liberamente tratto dal romanzo Al paradiso delle signore di Émile Zola.
In Italia stiamo seguendo la seconda serie, mentre in Spagna si prepara la terza stagione.
Per quei pochi che non hanno visto la serie, Velvet è ambientata negli anni Cinquanta e ruota intorno alla casa di moda Velvet sita in Madrid.

Girata magistralmente, ha come filo conduttore la storia di Anna Ribera López (Paula Echevarria) e Don Alberto Márquez Navarro (Miguel Ángel Silvestre). Ana è orfana e vive con lo zio, nella casa di moda Velvet, da quando vi è giunta in tenera età. Lavora come sarta ed è molto brava. Ha un sogno: vuole diventare un'apprezzata stilista e sposare l'uomo dei suoi sogni, Alberto. Don Alberto Márquez Navarro è il figlio del proprietario della Velvet.  Sulle sue spalle pesa l'impegno di portare avanti l'azienda del padre e per adempiere al meglio a questo compito il padre lo ha mandato a studiare in Inghilterra. Al suo rientro, però, il primo pensiero è Ana. Ne è sempre stato innamorato e non vede l'ora di riabbracciarla.
L'amore di Ana, dunque, è ricambiato, ma la famiglia di Alberto non accetta questa relazione, liquidandola come un'avventura di scarsa importanza. 
I due innamorati decidono così di fuggire per recarsi a Parigi, la città della moda, per iniziare una nuova vita, ma la loro corsa verso il futuro si arresta su una strada sterrata, quando alla radio danno l'annuncio del suicidio del proprietario della Velvet.
Alberto sconvolto torna a casa e dopo i giorni di lutto si ritrova ad ereditare la gestione di un'impresa sull'orlo della rovina.


Sotto pressione della famiglia (la madrigna e la sorella Patricia, delusa dal testamento di suo padre, che la estromette dalla direzione) cerca di affrontare la situazione, senza rinunciare al suo amore per Ana, ma la prima serie si conclude con il matrimonio di Alberto con Cristina Cristina Otegui, figlia di un vecchio amico di suo padre, innamorata da sempre di lui.
L'unione salva Alberto dalla rovina, perchè il padre di Cristina si offre di pagare i debiti, diventando socio della Velvet, insieme ad Alberto, la matrigna e la giovane Patricia, ma in cambio chiede l'unione delle due famiglie, attraverso il matrimonio di sua figlia Cristina con Alberto.
Alberto, rifiutato da Ana, sempre più stanca di inseguire un sogno, accetta.


La bellezza di questa serie, in verità, è la storia collettiva dei personaggi che ruotano intorno ai due personaggi principali.
Nella casa di moda, infatti, lavorano alcune amiche di Ana, tra cui Rita, la sua migliore amica,  innamorata da sempre di Pedro, il messo della Velvet, fidanzato con la sorella di Rita, Clara. Quest'ultima, grazie alla sua avvenenza e alla sua ambizione diventa la segretaria dell'azienda e lasciato Pedro, inizia una relazione con Don Mateo Ruiz Lagasca, migliore amico di Alberto e donnaiolo incallito, che si innamora perdutamente di lei. A loro si aggiunge di Luisa, che lavora per pagare le spese mediche del marito gravemente malato e finisce con il cedere al ricatto di un potente cliente, che la costringe ad avere rapporti sessuali con lei, in cambio del sostegno economico per suo marito. Luisa è un personaggio tragico, che dopo aver seppellito il marito ed aver tentato di parlare con la moglie del facoltoso cliente, finisce con l'uccidere il suo ricattatore. La morte passa come un fatto naturale, anche per volere della vedova, mentre Luisa scopre di aspettare un figlio dall'uomo che più odia. L'aborto abusivo la mette in pericolo di vita. Sopravvive, ma resta sterile.
A vigilare su questo gruppo di giovani, nelle ore lavorative, vi sono due figure più mature: Don Emilio, lo zio di Ana e Dona Bianca.


Entrambi lavorano alla Velvet da una vita e non concepiscono la loro esistenza al di fuori di questa azienda. Emilio è a conoscenza di molti segreti della famiglia e Bianca ha avuto un figlio dal fratello del proprietario della Velvet.
In una casa di moda che si rispetti, non può mancare lo stilista. Raul De La Riva non ha nulla da invidiare ai più talentuosi del mondo reale. Personaggio eccentrico, un poco pettegolo, ma con un cuore d'oro. Arriva alla Velvet su invito di Alberto, con la promessa di un laudo guadagno, ma finisce con il rimanere, con una lauda provvigione sulle vendite.
L'ambiente della Velvet diventa presto familiare al telespettatore, che si affeziona ai diversi personaggi soffrendo con loro.


Non ci sono personaggi completamente negativi o positivi. Tutti hanno le loro fragilità e i loro punti di forza.
La stessa Cristina, ceduta a sua insaputa ad un Alberto perdutamente innamorato di un'altra donna, appare per buona parte della prima serie, come una donna intelligente, buona e innamorata, per poi rivelare aspetti del suo carattere ben poco amabili, il giorno delle sue nozze, quando costringere la povera Ana a perdere un appuntamento che avrebbe potuto cambiare la sua vita lavorativa e costringe il suo amico di una vita, Raul De La Riva a lasciare la Velvet, per una falsa accusa cucitagli addosso.
Raul si sente tradito e con lui anche il telespettatore che non accetta questa nuova Cristina, che in procinto di sposare l'uomo della sua vita, sembra dimenticarsi di tutti gli altri.
E se la prima serie termina, come dicevamo, con il matrimonio di Alberto e Cristina, con le dimissioni di Raul De La Riva, con la desolazione di Ana, che incontra un misterioso aviatore, il lutto di Luisa, che ha perso il marito e la separazione di Rita da Pedro, in partenza per la Germania, dove deve raggiungere il figlio avuto da una vecchia compagna di paese, ci sono tutti gli elementi per attendere con ansia la seconda serie.  


Velvet riprende con il ritorno di Alberto e Cristina dal viaggio di nozze e i problemi di Alberto con la famiglia della moglie, mentre sua sorella Patricia, dopo aver ottenuto dalla madre la sua quota di azioni della Velvet, è la socia maggioritaria ed ha intrecciato una relazione adulterina con suo cognato.
Ana, invece, appare determinata a dimenticare Alberto e ha iniziato a frequentare il misterioso aviatore.
Un nuovo personaggio, il cugino di Pedro, ha mire su Luisa, che anche se attratta da lui, lo rifiuta, perchè non se la sente di iniziare una nuova relazione dopo la scomparsa del marito.
Pedro rientra con l'intenzione di dichiararsi a Rita, ma scopre che questa esce con un tipo, che si scoprirà essere sposato con quattro figli.


E mentre Dona Bianca cede alla passione e inizia una relazione clandestina con Max, un giovane dipendente, che la corteggia dalla prima serie, Raul De La Riva torna con le prove dell'accusa infamante e infondata, rivendicando il suo posto.
Su questo sfondo la storia d'amore tra Ana e Alberto, mai venuta meno, almeno nei sentimenti, vive una nuova dimensione. Se nella prima serie è la passione a farla da padrone, nella seconda si pone in evidenza la maturità di un rapporto che resiste a tutto, perchè fondato sul rispetto e l'ammirazione che l'uno prova per l'altro. Ana non vuole riavvicinarsi ad Alberto, perchè sa che rischierebbe di ricadere nella stessa trappola ed Alberto apparentemente lo accetta, almeno in un primo momento, ma non smette di sostenerla, elevandola al rango di stilista interna della Velvet. Dovrà occuparsi di una linea di divise per una importante compagnia aerea. Ana a sua volta, promossa stilista, continua la sua attività in segreto per una casa rivale, per la quale produce degli abiti sotto falso nome, solo che ora nell'affare ci sono anche Rita, Luisa, Clara ed il cugino di Pedro. La squadra si è allargata e alla fine la scopre anche Raul De La Riva, ma può questo personaggio geniale tradirla?


Le puntate proseguono e finalmente, dona Isabella, giunta da Cuba per il matrimonio del figlio, nella prima serie e integratasi alla Velvet, al fianco di Bianca, come capo sarta, ha finalmente detto ad Alberto che lei è sua madre e non è morta, come gli hanno fatto credere.
Il figlio, dopo l'iniziale scetticismo, ha capito, anche grazie ad Ana, che forse quella donna non gli ha mentito e deve ascoltarla... Purtroppo Isabella ha un male incurabile ed è certo che morirà, ma quanto vorrei che le cose fossero diverse! Io la farei vivere e le darei la possibilità di conoscere suo figlio! 
E dopo due serie, finalmente, Rita e Pedro si dichiarano e sembrano decisi a vivere la loro storia d'amore, non prima di aver lasciato sull'altare la madre del figlio di Pedro.
Ma dove sono gli uomini decisi e coerenti? All'inizio Alberto faceva ben sperare, ma poi si è perso dietro i problemi economici dell'azienda e l'incapacità di fronteggiare la fidanzata, che diventa moglie, dicendole che non la ama. No, lui la sposa e poi la tradisce, ma non con Ana, che si rifiuta di cadere nel suo gioco, ma con la bellissima e originale cliente con la quale la Velvet inizia una collaborazione per la produzione di divise per una compagnia aerea.
Devo dire che in questa seconda serie  Ana mi è più simpatica, perchè non si piange addosso e cerca di reagire, ricostruendo la sua vita.
Non ci resta che continuare a guardare questa serie, che puntata dopo puntata, ci conquista sempre di più.

Per una recensione dettagliata delle singole puntate leggete quanto scrive una mia amica sul suo blog Amore ed altri demoni e fatemi sapere!


lunedì 27 aprile 2015

Muchacha italiana viene a casarse: aggiornamento

Tra mille difficoltà e altrettanti colpi di scena, siamo giunti alla 133esima puntata.
Fiorella e Pedro il giorno del loro matrimonio con Vittorio e la splendida e inarrivabile Aitana, decidono di mandare all'aria le reciproche nozze per coronare finalmente il loro sogno d'amore.
Tutti sospettano che il mancato arrivo di Pedro all'altare dipenda da Fiorella, ma non hanno le prove, anche perchè Fiorella lascia Vittorio prima del fatidico sì, per fuggire con il nipote di questi, un suo ex fidanzato italiano, dopo aver scoperto che Vittorio l'ha ingannata per lungo tempo, fingendosi malato, per costringela al matrimonio.
Ma anche Pedro si decide a cercare Fiorella, per raccontarle che ha scoperto l'inganno di Aitana. Aitana con la famiglia trama contro la loro azienda e nonostante lo voglia gridare al vento, deve agire con cautela, nascondendolo alla famiglia.
Nuovamente insieme Fiorella e Pedro si nascondono per alcuni giorni in una tenuta di famiglia, poco frequentata dagli Angales e con la complicità del fedele autista di Pedro e di Giana, convolano a giuste nozze per il civile.

Le nozze segrete

La notizia che Eloisa non sta bene e sembra aver perso la ragione, costringe Pedro a rientrare e con un raggiro riesce a far ritornare al suo posto di dama di compagnia Fiorella, successivamente.
Finalmente i due protagonisti concretizzano il loro amore, mostrando carattere. Dopo infiniti tira e molla, i due ragazzi decidono di lottare contro tutto e tutti, lavorando dietro le quinte, rafforzando il loro rapporto. I problemi, non finiscono per loro, infatti,Osvaldo, in combutta con la famiglia di Aitana, provano ad uccidere Pedro, per impossessarsi della presidenza dell'azienda di famiglia. L'attentato fallisce, ma Pedro perde temporaneamente la vista. La scoperta lo sconvolge, ma Fiorella lo convince che non deve lasciarsi abbattere e deve mantenersi forte per raccogliere le prove necessarie per smascherare Aitana e la sua famiglia. Non sanno, putroppo, che Osvaldo e sua moglie Sonia sono coinvolti nei piani piani di vendetta di Aitana.

Eloisa e Fiorella
Nel frattempo le storie d'amore di Beto e Roxana e di Giana e  Gael procedeno a gonfie vele, i problemi si annidano nella sfera personale dei due giovani Angeles. Roxana e Gael scoprono le loro origini e le novità non li rendono affatto felici.
Roxana è la figlia illegittima di Massimo Angeles, il marito di Eloisa, frutto di una storia adulterina con la cameriera, la sempre presente Joaquina.
La scoperta sconvolge gli equilibri familiari. Eloisa licenzia Joaquina, ma è riassunta per volere del defunto Maximo, che l'ha inclusa nel testamento, tutelando madre e figlia illegittima.
Roxana potrà vivere con la madre nell'area della casa destinata ai domestici.

Giana e Gael

Non meno difficile è la situazione di Gael, da tempo oggetto di attenzioni di uno sconosciuto, che dice di volerlo aiutare. Sua madre aveva un amante e lui è frutto di questa relazione adulterina. Suo nonno Maximo, scoperta la verità, ha costretto il padre di Gael a lasciare il paese e a non avanzare pretese sul figlio della donna.
Ma anche Fiorella è alle prese con le sue origini. Da alcune foto della madre, nei mesi in cui presumibilmente aspettava lei, scopre che c'è qualcosa di strano e intuisce che può essere stata adottata.
Dopo una fase noisa, per il troppo prolungarsi delle situazioni, la storia ha ripreso linfa e ora corre su binari paralleli, spingendo lo spettatore a capire come Elosia riuscirà a smascherare i suoi detrattori, come Roxana riuscirà ad apprezzare sua madre e come Gael riuscirà a conciliarsi con il suo passato, trovando finalmente il suo equilibrio.

E che dire della povera Fiorella? Come riuscirà a scoprire che la cara amica di Eloisa, Julietta, che insieme al suo primo amore italiano, Santino, cerca disperatamente la figlia che molti anni prima aveva dato in adozione in Italia, è sua madre?
E mentre Eloisa finge di voler lasciare la metà dell'eredità alla sua fedele Fiorella, qualcuno cerca di ucciderla e Julietta le salva la vita.

giovedì 23 aprile 2015

Teddy Guzmán: una prima attrice ed una grande donna

Oggi ho deciso di parlarvi di una grande attrice,Teddy  Guzmán, che ho avuto il piacere di conoscere diversi anni fa, dopo la messa in onda su TVE della telenovela "Luz Maria".
Bella, anzi bellissima, con un corpo statuario e lineamenti del viso gentili, alla fine degli anni Settanta in una Lima puritana, fa scandalo con un nudo in teatro, in "El precio del amor". Una scelta, quella di Teddy, coerente con la storia del suo personaggio, come dichiarerà negli anni successivi, che la consacrò  tra le donne più sensuali e attraenti del Perù, regalandole un immenso successo.

Pochi anni dopo, infatti, Teddy aprì un proprio "café teatro" in società con Luis La Roca, dove realizzarono innumerevoli produzioni teatrali.
Nonostante l'indiscussa avvenenza, per Teddy la bellezza non è mai stata centrale nella sua vita. E come afferma lei stessa, ha dovuto lavorare sodo per vedere il suo nome su un cartellone pubblicitario.
Donna di straordinario talento e di indiscussa bellezza, ha amato un solo uomo, da cui ha avuto due figli, che ama alla follia, tanto che dopo la scomparsa del marito negli anni Novanta non si è mai più risposata.
Rosa Olaguibel Cáceres, questo il suo vero nome, è oggi una signora di 65 anni, portati bene, senza ritocchi ed è un'icona dell'arte peruviana: attrice di teatro e di televisione, è anche cantante. Una carriera lunga e importante, che l'ha portata, nel 2010, ad ottenere la Medaglia di Lima alla carriera, rientrando nella rosa dei 50 personaggi più importanti della capitale peruviana.


Attrice di teatro, cinema e televisione, dicevamo,  ha al suo attivo successi internazionali come Luz Maria e Isabela, mujer enamorata, trasmesse anche in Spagna. E' arrivata  in Italia, con la telenovela "Pobre Diabla", trasmessa nel nostro paese con il nome di "Innamorata", al fianco di Angie Cepeda e Salvador Del Solar.
Nella sua lunga carriera ha interpretato personaggi sensuali, brillanti e anche cattivi. Insomma, non si è fatta mancare proprio nulla, ma il mio personaggio preferito resta quello di Modesta in   "Luz Maria", dove interpreta la dolce e fedele amica di Lucecita, la protagonista della telenovela, a cui darà sempre appoggio incondizionato e grande affetto.
Un personaggio bellissimo, che mi piacque immensamente per la sua dolcezza e per l'eleganza innata, che traspariva dai gesti e dal modo di parlare.


Eravamo alla fine degli anni Novanta, quando mi decisi a contattarla, senza grandi speranze che mi rispondesse. Chissà quante ammiratrici e quanti ammiratori provavano a contattarla quotidianamente e non solo nel suo paese. Le possibilità che mi rispondesse erano quasi nulle, ma io amavo troppo il suo personaggio, per non cercare di scoprire come fosse nella realtà.
E lei mi rispose.


Gentilissima, affabile e sempre disponibile, mi teneva compagnia con le sue lettere ed una volta mi regalò anche la sua voce.
Le avevo registrato una cassetta raccontandole di me e lei ricambiò con una sua, in cui mi parlava di lei e del suo lavoro.
Appena seppe della mia laurea, mi telefonò per farmi gli auguri. Rispose mio padre, da noi era l'una di notte ed io dormivo. Mio padre mi disse: "Licia, ti chiamano dal Perù!". Seppi subito che era lei e ne fui immensamente felice. Si scusò infinite volte, perchè non aveva calcolato il fuso orario, ma per me fu un regalo bellissimo che conservo nel cuore.


Sono trascorsi tanti anni da allora, ma non potrò mai dimenticare una donna così speciale, che oltre ad essere una grandissima attrice, notacome detto anche in Italia per "Innamorata" (Pobre Diabla), dove interpretava la madre possessiva e gelosa del protagonista, è anche una persona di cuore, che non pur avendo consapevolezza della sua bravura, si rapporta agli altri con grande umiltà.
La sua carriera è già lunga e piena di successi, ma non possoche augurarle ancora tante altre soddisfazioni a teatro, al cinema ( di recente ha recitato in "Desaparecer") e ancora in televisione! Nel privato tanto amore, per l'amore che sa regalare a tutti noi.

lunedì 20 aprile 2015

Imparare lo spagnolo con le telenovelas

Su facebook, in particolare in un gruppo che parla di telenovelas, si è scatentato un dibattito interessante, che vale la pena affrontare anche in questa sede.
A vostro parere, si può apprendere la lingua spagnola guardando le telenovelas? Si può arrivare ad un livello sufficiente per comprendere la conversazione tra personaggi che mettono in scena una storia, creata per un pubblico di lingua spagnola?
La questione prende spunto dalla richiesta di una nuova iscritta, che cercava nuovi prodotti da seguire in italiano.
Sono oramai anni che le reti ammiraglie non dedicano più tanto spazio alle nostre amate telenovelas e anche se recentemente si è registrato un certo interesse, i prodotti sono spesso vecchi di anni e l'offerta, e di conseguenza la scelta, è molto limitata.
Da tempo il web è venuto incontro agli appassionati di tutto il mondo. Telemundo, ad esempio, trasmette i suoi prodotti in streaming, il giorno successivo alla trasmissione.
Esistono ancora molte restrizioni, ma il mercato si sta adattando e sono sempre di più le persone che si organizzano per seguirle anche non vivendo nei paesi di trasmissione del prodotto.
La scelta in questo modo diventa molto più vasta ed ogniuno può trovare la telenovela che più gli piace.
Il limite resta la lingua. Ma è poi un limite?
Lo spagnolo è molto simile all'italiano, ma contrariamente a quanto si possa pensare, se non avete nessuna nozione di spagnolo, difficilmente riuscirete a seguire la conversazione tra persone che parlano tra di loro, ignorando le vostre esigenze.
Leonela, muriendo de amor, Perù, 1997
L'impatto iniziale è di confusione ed esclusione, ma se riuscirete a trovare qualche elemento di vostro interesse (la storia, gli attori, le ambientazioni), senza eccessivo sforzo, vi accorgerete che giorno dopo giorno capirete un poco di più.
Le telenovelas hanno un carattere seriale. Ogni giorno, per circa 45 minuti, ascolterete dei personaggi che parlano con un loro accento, si muovono in contesti noti e ben visibili. Parlano velocemente, sono presi da emozioni diverse, non sono coscienti dei nostri limiti linguistici, ma ogni giorno entrano nelle nostre case, nelle nostre vite, ripentendo gesti, parole ed emozioni.
Senza contare che seguono un copione, hanno dunque una storia e se prestiamo attenzione ai diversi contesti in cui si muovono, riusciremo a capire anche i tipi di relazione che intercorrono tra loro.
Senza rendercene conto, giorno dopo giorno scopriremo di esserci impadroniti di qualche nuovo termine e progressivamente di costrutti, di frasi e di situazioni. E dopo qualche mese saremo in grado di afferrare pezzi di un'intera conversazione.
Se abbiamo poi la fortuna di imbatterci in un prodotto che ci piace davvero tanto, finiremo con il vedere e rivedere determinate scene e con un minimo di impegno, ci renderemo conto che quel determinato personaggio, che ci piace tanto, stava dicendo alla sua amata, che nonostante tutti gli ostacoli che li separano, prima o poi ce la faranno a coronare il loro sogno d'amore.


Non siete ancora convinti? Bene, non mi resta che parlarvi della mia personale esperienza, per convincervi che sì si può apprendere lo spagnolo seguendo le telenovelas.
Sono trascorsi più di quindici anni, quando facendo zapping sui canali della parabolica, mi fermai sulla rete internazionale del canale spagnolo TVE.
Sulla rete ammiraglia, ogni pomeriggio, trasmettevano un'emozionante puntata di "Leonela, muriendo de amor" con l'attrice messicana Mariana Levy ed il peruviano Diego Bertie.
A colpirmi fu la modernità delle ambientazioni. In Italia da tempo, dopo "Cuore Selvaggio" le telenovelas avevano subito una brusca ritirata e quello che trasmettevano, soprattutto i canali secondari, non era assolutamente di mio interesse.
I due protagonisti litigavano fuoriosamente di continuo. Lui era in carcere e l'accusava di qualcosa. Ripeteva spesso queste due parole: "mi venganza!" ed era così accalorato e partecipe, che mi ritrovai seduta a cercare di capire il senso di quella storia. Chi era quella donna elegante e fredda che andava a trovare quel tizio in carcere? E come era finito in carcere? Cosa aveva fatto?
Non conoscevo nessuno dei due attori, ma avevo sentito parlare di lei, volto noto in Messico (scomparsa prematuramente pochi anni dopo aver girato questo prodotto) e lui... Beh, lui era molto affascinante e in più sembrava veramente molto arrabbiato.

Diego Bertie, attore peruviano

Poi scorsi Mariela Alcalà, un'attrice nota in Italia, che qui interpretava un ruolo secondario, vicino al protagonista.

Mariela Alcalà, attrice venezuelana, famosissima anche in Italia
Le prime settimane mi sono arrovellata il cervello, cercando di stabilire le dinamiche familiari, ma ogni giorno che mi sedevo davanti al televisiore scoprivo una parola nuova.
Ricordo la sensazione di trionfo, quando mia sorella ed io, lei studiava lingue all'università, ma era solo all'inizio, capimmo che "avuela" significava "nonna" e "hijo" invece era "figlio". Il protagonista aveva avuto un figlio dalla protagonista. Il bambino, scoprii qualche settimanan dopo, era frutto di un abuso. Il protagonista aveva violentato la protagonista. Ecco perchè era finito in carcere ed ecco perchè lei lo odiava.
Avevo fatto dei passi avanti.
La telenovela finì ed io, anche se non capivo tutti i discorsi, ero in grado di capire il senso della storia e delle conversazioni.
Decisa a continuare su questa strada mi preparai a seguire anche il nuovo prodotto scelto da TVE e fu amore incondizionato. La rete ammiraglia aveva acquistato tre telenovelas peruviane. La prima era quella che avevo appena visto,  seguiva "Luz Maria" e successivamente avrebbero trasmesso "Cosas del amor" ancora una volta con Diego Bertie.
Poichè adoro le storie d'epoca, mi innamorai perdutamente di "Luz Maria". Come vi ho detto, putroppo, non capivo tutte le parole, ma io dovevo sapere cosa si dicevano quei due (Angie Cepeda e Christian Meier) che bucavano lo schermo, tenendo incollati alla visione della telenovela, tutti i pomeriggi, quattro milioni di spagnoli. Cominciai così a registrare e a riascoltare infinite volte le conversazioni tra i due protagonisti. Non era semplice per nulla, perchè le voci erano spesso distorte, alterate o anche solo emozionate, ma io ero decisa a farcela e con l'aiuto di un vocabolario e di mia sorella, che era più avanti di me, perchè lo studiava per gli esami, mi accorsi che facevo passi da gigante.

Luz Maria, telenovela peruviana, 1998

La passione per "Luz Maria", mi spinse poi a voler contattare gli attori della serie e per farlo non avevo altra scelta che buttarmi e scrivere meglio che potevo.
Il mio spagnolo era pieno di errori, ma mi capivano. Tra gli attori della serie, alcuni mi risposero (sono diversi dai divi americani e anche più facile da conoscere di quelli italiani) e iniziai uno scambio di lettere e di registrazioni con una splendida attrice peruviana (Teddy Guzmán), che ho ancora tra i miei amici su facebook.
Lei si divertiva un mondo a leggere e ad ascoltare le cassette che le registravo e mi rispondeva a tempo debito, dimostrando di aver capito tutto quello che le scrivevo.

Teddy Guzmann, attrice peruviana

Contemporaneamente, ero a caccia di materiale sugli attori e la serie e poichè in Italia non era mai arrivata, mi affidai alla Spagna. Attraverso delle amiche conosciute sulla rivista italiana Tele Bolero, che parlava di telenovelas, conobbi altre persone come me, di età diverse, che come me si erano avvicinate alle telenovelas in lingua per "disperazione" e pur essendo di estrazione culturali diverse, c'era un insegnante e una casalinga, entrambe si erano tuffate in questa magica avventura arrivando alla Spagna. Con loro ci procuravamo materiale direttamente dalla Spagna e dal Sud America: articoli di giornali, foto, notizie, DVD e quanto altro per sapere tutto dei nostri begnamini. E di Christian Meier in particolare.
Tra loro io era la più poverella, perchè ero ancora una studentessa universitaria, così cercavo anche mezzi più semplici per avere informazioni su "Luz Maria". Scoperta una rivista Spagnola, "Novela", mi pare si chiamasse, misi un annuncio per scambiare materiale su i nostri attori preferiti.
Il postino in quel periodo era di casa da me. Arrivarono decine e decine di lettere. Tutte spagnole e anche qualche spagnolo, incuriosite dal mio interesse per un prodotto molto amato da loro, che mi mandavano, senza chiedere nulla in cambio,  materiale sugli attori, DVD e gadget. La maggior parte di loro, poi, non mancava di raccontarimi in lunghe lettere aspetti della loro vita privata, chiedendomi, a volte, consigli.
Per deformazione personale rispondevo a tutti,  perchè mi sembrava scortese, anche se mi vergognavo per il mio livello di spagnolo. Loro rispondevano a raffica, ignorando gli errori ed io nel frattempo studiavo le loro strutture.
Alla fine della seconda telenovela ero in grado di capire le conversazioni di quasi tutti i personaggi, di apprezzare i loro dialoghi e le discussioni anche più difficili. Mi sfuggivano ancora le battute comiche e di spirito.
Il problema si risolse con la terza telenovela, "Cosas del amor" con Maricarmen Reguiero e Diego Bertie. Rivedevo Bertie dopo più di un anno e finalmente riuscivo a capire tutto quello che diceva, apprezzando le variazioni di registro della voce. Finalmente riuscivo ad apprezzare pienamente la bravura di questo attore che ha alle spalle anni di teatro.


 E in questa telenovela, dove i battibecchi tra i due protagonisti erano all'ordine del giorno, non avevo più alcun problema a seguirli. E finalmente riuscivo a godermi anche gli sketch comici, che nelle telenovelas peruviane erano un ingrediente fondamentale da mescolare con gli elementi drammatici, per alleviare la tensione.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora e nonostante non abbia ancora avuto modo di seguire un corso tradizionale di spagnolo per approfondire la grammatica, dopo l'italiano, è la lingua straniera che conosco meglio. Sono oramai in grado si seguire le news e i talk show senza alcun problema.
Questo a dimostrare che i prodotti televisivi possono diventare un ottimo tutor spagnolo, se affiancato dall'impegno, la passione e la determinazione.

mercoledì 15 aprile 2015

Amor en custodia

I remake non arrivano mai all'originale ed è questo il caso di Amor en Custodia.




E se non vi ha convinto il trailer, lasciatemi dire che c'è il meglio dell'arte attoriale della Columbia. La protagonista è un volto noto anche in Italia. L'abbiamo vista, amata ed odiata in "Café con aroma de mujer", al fianco di Guy Ecker come la moglie abbandonata e mai sedotta dal tormentato Sebastiano, che lo tradirà per risentimento e bisogno di essere desiderata. Se non avete ancora capito, lei è la grande Alejandra Borrero. Al suo fianco un uomo di grande fascino ed eleganza,  come Ernesto Calzadilla, che interpreta un uomo integro, buono e fedele, che ama sua moglie  e sua figlia e vive per loro, fino a quando non arriva nella sua vita Paz e tutto si complica.


Ma i protagonisti di questa storia sono quattro. Accanto ai più maturi innamorati, troviamo la figlia di Paz, Barbara, la giovane Ana Wills e il tenero e tenace Camacho, interpretato da Iván López.
Tra gli antagonisti il grande, anzi grandissimo Mario Duarte, già noto per i suoi ruoli in Betty La Fea e La Hija del Mariachi, che torna con un personaggio ricco di sfumature, che ancora una volta fa innamorare: Ernesto Salina, meglio noto come "Tango".

Mario Duarte è Tango

La storia ruota intorno alla famiglia di Paz Delucci e alla loro casa di moda. La stilosa imprenditrice si vede costretta ad assumere una squadra di guardie del corpo per difendere lei e la famiglia, dopo alcuni pericolosi attentati, che la vedono coinvolta.
Fino a quando non si farà chiarezza, lei e sua figlia, in modo particolare, dovranno essere scortate ovunque da due body guard.
Arrivano così nelle loro vite Juan Manuel Aguirre e Nicholàs Camacho. Entrambi giovani, professionali e bellissimi!
La storia di Paz e Juan Manuel è quella di due persone adulte, sposate e fedeli ai loro compagni, che cercano di mettere a tacere l'attrazione che provano l'uno per l'altra, per non ferire i loro coniugi, fino a quando l'infedeltà di Alejandro, il marito di Paz e la gelosia ossessiva di Gabriela, non li spingeranno a superare le barriere e a dare libero sfogo al loro amore.

Paz e Juan Manuel

In contrapposizione a loro, Barbara e Camacho sono giovani, innamorati e liberi, ma non per questo meno felici. Il loro amore, infatti, è ostacolato soprattutto dal carattere capriccioso di Barbara, ma anche dalla ritrosia di Camacho, che sa di non poter avere la donna dei suoi sogni, se non ad un costo molto alto, che farebbe soffrire entrambi.

Famiglia Delucci Sanin

Naturalmente, attorno alle storie principali si snoda poi tutta una girandola di personaggi, che animano la storia e ne accrescono gli intrighi.
Molto bella la storia di Juan Manuel, che dopo aver dedicato buona parte della sua vita a sostenere la sua famiglia, si troverà a dover lottare con la vita, che lo porrà di fronte a grandi dolori, ma ne saprà uscire dignitosamente come ha sempre vissuto.

Famiglia Aguirre

Un'altra storia molto interessante è quella di Barbara, la figlia di Paz. Personaggio classico, di ragazzina viziata che si innamora del dipendente di sua madre, matura progressivamente, da ragazzina a donna,  trovando finalmente una sua strada, vincendo anche contro un nemico subdolo come la bulimia.
Personaggio critico è quello di Tatiana la figlia di Juan Manuel e Gabriela. Cresciuta come una brava ragazza, con sani principi morali e molto legata ai suoi genitori, si innamora, non ricambiata di Camacho e cercherà di ostacolare la storia con Barbara in tutti i modi, fino a quando non si renderà conto dei suoi errori e farà un passo indietro. Anche la sua è la storia di una maturazione, come quella di Barbara, ma è vissuta in modo diverso, fino all'inevitabile lieto fine.

Victoria Delucci

Merita una citazione a parte il personaggio di Victoria, sorella di Paz, che si presenta come una donna moderna, forte ed indipendente, che odia suo padre per averle portato via la sua piccola bambina dalla sala parto, facendole credere che era morta. Lei non crede a quella versione e dopo anni di lontananza forzata dalla famiglia, torna decisa a ritrovare la sua piccola, perchè è viva, lei ne è convinta. E la sua determinazione sarà infine premiata, ma quanto dolore dovrà sopportare, prima di tornare ad essere la donna forte e moderna e piena di talento artistico che è sempre stata.
Nella migliore tradizione colombiana magistrale è la mescolanza di registri che passano dal drammatico al divertente, mescolando situazioni tra loro diverse.


Una nota a parte meritano le scene iniziali di sesso, o meglio di approccio al sesso, tra i due maturi protagonisti, che nonostante non siano più dei ragazzini si divertono a mettersi in gioco e lo fanno in un modo che coinvolge il telespettatore, divertendolo, senza mai diventare volgari o demenziali.
E su queste scene ha giocato anche la stampa, che si è divertita a mostrare scene provocanti sulle copertine delle riviste, approfittando della spettacolare forma fisica del nostro galan.

Insomma, se vi capita sotto lo sguardo, non lasciatevela sfuggire, ne vale veramente la pena!


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